Alchimie Materiali 2005

La mostra delle opere di Mirco Gheller è evento per una serie d'aspetti che cercheremo brevemente di accennare. L'operazione estetica che ci è dato modo di seguire è l'espressione di un itinerario che ha posto Gheller in continua ricerca. Materiali, gesti formali, esiti, ( pur fortemente riconducibili alla pittura) dicono di una prassi che sa trasformare in oggetti d'arte le cose di tutti i giorni, utensili divenuti inutili deposti e gettati al macero, orologi fermi da tempo, “chiavi che hanno perduto le loro porte”. A tutte queste cose Gheller ridona vita, se ne prende cura il suo sguardo che le fa rigravitare “dentro i quadri” perché vivano un'altra volta secondo funzioni cromatiche e formali che le liberano definitivamente dal peso della loro originaria funzionalità. Altra cifra che distingue Gheller quale operatore estetico originale è il “contenuto polisenso” delle sue opere. L'osservazione attenta dei lavori propostici allarga e approfondisce la nostra comprensione del mondo e delle sue verità. L'arte di Gheller proprio perché fortemente autentica nei suoi esiti recenti, ci costringe alla comprensione ed alla interpretazione, è un atto che genera altri atti di coscienza per essere inteso. Le opere attendono come sfingi moderne le nostre interpretazioni e sembrano interrogarci su ciò che genera il disordine che ammucchia e ciò che invece genera la visione. Quello che ci piace sottolineare è l'aspetto di volontario abbandono all'interpretazione che il fruitore deve abbracciare per avvicinare l'opera di Gheller. Pedagogicamente serve più una mostra come questa che centomila esposizioni di quadri mimetici. Per dare ordine e struttura estetica al mondo sono necessarie doti e talenti che pochissimi possiedono. Gheller gioca la sua arte su contenuti d'altissima rarefazione pur essendo i suo materiali il “basso più nero” che la nostra civiltà possa produrre, “i rifiuti”, resti che nessun tempo galantuomo saprebbe rimettere in circolo. L'artista sembra quasi sorridere dall'alto della sua consolidata prassi, il suo sguardo organizza e attribuisce luce alle stelle morte, ci sfida a osservare le cose per vederle davvero, per sottrarle all'oblio attraverso l'unica alchimia che egli conosce e sta perfezionando. Ecco un altro motivo che ci impegna a sostenere l'operazione estetica di Gheller. Si respira conoscendo l'uomo, una forte carica di energia che nel tempo siamo sicuri giungerà ad esiti sorprendenti ed originalissimi. Gheller vibra e attraverso la sua prassi illumina percorsi che aggiungono significati al nostro sapere. Potevamo noi della Biblioteca Civica di Valstagna sottrarci a questa fatale vicinanza? Ecco perché siamo felici di dare il nostro patrocinio a questa operazione culturale e di proporla quale momento di avvicinamento al talento Mirco Gheller.
Sicuri di generare risonanze autentiche ospitiamo dunque a Oliero le “ALCHIMIE MATERIALI” di un altro interprete del reale.
Il presidente del Comitato Biblioteca Civica di Valstagna Giorgio Cavalli